Quando è nato il Bikini?
E’ indubbiamente l’indumento più iconico della spiaggia. Ma com’è nato? Quali sono le sue origini?
Il bikini nell’epoca romana imperiale
Le donne dell’epoca romana imperiale (I-IV secolo d.C.) nuotavano nude e non erano solite abbronzarsi in spiaggia. Indossavano il precursore del costume a due pezzi per praticare attività sportive come la ginnastica, il lancio del disco, il sollevamento pesi, la danza.

Dettaglio del mosaico della Villa Romana del Casale, del IV secolo D.C. (Wikimedia Commons)
I costumi da spiaggia dei primi anni del ‘900 e la creazione dell’Atome
Per numerosi secoli, le donne indossarono abiti da spiaggia lunghi e castigati. Soltanto a partire dagli anni Venti, grazie alla stilista Coco Chanel, che creò dei pantaloncini staccabili dalla parte superiore dell’abito, si iniziarono a portare vestiti più corti in spiaggia.
Nel 1932, il fashion designer Jacques Heim creò un costume a due pezzi formato da un reggiseno con volant e calzoncini che coprivano l’ombelico. Per le dimensioni ridotte dell’epoca, venne chiamato l’Atome e pubblicizzato come “il costume più piccolo al mondo”. Nonostante il clamore suscitato, le donne reputavano l’Atome osceno e oltraggioso, e per questo motivo, non ebbe un grosso successo.
La nascita del moderno bikini e l’iniziale scalpore
Il bikini moderno nasce dunque in Francia, il 5 luglio 1946, grazie all’intuizione dell’ex ingegnere automobilistico francese Louis Réard che rilevò l’attività di lingerie di sua madre. Fu indossato per la prima volta dalla spogliarellista del Casino De Paris Micheline Bernardini presso le Piscine Molitor di Parigi. Le modelle si rifiutarono di indossarlo considerandolo indecente e trasgressivo. E non a caso, Louis Réard decise di ribattezzare la sua creazione con il nome bikini ispirandosi all’atollo Bikini dove gli Stati Uniti avevano condotto test nucleari, avendo intuito la portata rivoluzionaria di questo indumento sulla moda del tempo. Inizialmente, infatti, alcuni paesi come Italia, Spagna e Belgio vietarono di indossare bikini sulle spiagge pubbliche.

Michelle Bernardini – Louis Réard
Il bikini nel mondo del cinema
Tuttavia, il bikini venne successivamente sdoganato da celebrità e star del cinema. Brigitte Bardot lo indossò nel film, datato 1958 “Et Dieu… créa la femme” del regista Roger Vadim. In Italia, Stefania Sandrelli indossò un costume a due pezzi nel film del 1959 “Divorzio all’italiana”. Ma la consacrazione del bikini nel mondo del cinema giunse nel 1962 grazie al film “Agente 007: Licenza di uccidere” del regista Terence Young in cui Ursula Andress esce dal mare con indosso un costume a due pezzi bianco leggermente trasparente. Nel 1963 il film Vacanze sulla spiaggia di William Asher segnò l’inizio di un nuovo genere cinematografico denominato Beach Party in cui si raccontavano amori estivi nati in riva al mare e che furono fonte di ispirazione per Carlo Vanzina per la realizzazione della serie di film Sapore di Vacanze negli anni Ottanta.

Brigitte Bardot

Ursula Andress “Agente 007: Licenza di uccidere”
La diffusione del bikini a livello globale
Al giorno d’oggi il bikini è il capo d’abbigliamento più diffuso sulle spiagge a livello mondiale. Nel corso dei decenni successivi alla sua introduzione si è osservato un cambiamento degli stili e dei materiali impiegati per la realizzazione in modo da soddisfare i gusti e le esigenze delle consumatrici e consentire la creazione di look versatili e originali da sfoggiare anche per uscite serali con amici o in serate da gala.


